Arriva presto il Natale. Passata la festa di Cristo Re… ecco che inizia l’Avvento e dunque la necessità di sintonizzarci su un’attesa, su uno stupore. Tralasciamo l’annoiata sequenza dei riti consumistici, divenuti una continua tentazione che ingabbia, una schiavitù che anestetizza la coscienza, una vera dipendenza a cui rischiamo di essere sottomessi.

Vogliamo preparaci al Natale. Vogliamo arrivarci con lo stupore di Maria, con lo stupore di Giuseppe, con lo stupore dei pastore e dei magi. Ma se siamo solo affaccendati dalle compere, dal cogliere le strepitose offerte che tutti vogliono propinarci (in realtà per aumentare i loro lauti guadagni) rischiamo di avere il cuore ingombro. Ci serve un trapianto di cuore, come dice il papa, per immetterci nel cuore di Cristo: imparare ad avere i suoi desideri. Per questo dobbiamo decidere di fermarci davanti alla Parola di Dio.

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Si tratta di scegliere di regalarci un tempo per l’ascolto. Un tempo per il silenzio. Un tempo per la preghiera. Un tempo per recuperare un po’ della nostra identità. Dio ci viene incontro: sono pronto ad accoglierlo? Ho il cuore libero per saperlo amare? Ho il coraggio di liberare qualche ore dalle altre faccende per sintonizzarmi con la sua Parola, con i suoi desideri su questa umanità, e su di me?

Sabato 1 dicembre alle ore 9 in Seminario per tutta la comunità ci sarà uno spazio di silenzio, di ritiro spirituale. Vogliamo vivere il primato della Parola di Dio e lasciarci condurre da essa. A condurre la riflessione sarà don Francesco Cortellini, vicerettore in Seminario. Ci sarà spazio per l’adorazione  eucaristica e anche per il sacramento della Riconciliazione.

Chi vuole poi, può fermarsi a pranzo in Seminario.

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