Sbarco dei 40 richiedenti asilo a Lampedusa

Dopo l’appello inascoltato ora, come del resto affermò Conte il giorno 27 giugno a Osaka, “la questione Sea Watch 3 è nelle mani della magistratura”. Condivido il parere del primo ministro (anche se probabilmente per motivi differenti a quelli  del nostro amato avvocato del popolo) e vi invito a leggere, cliccando sulle parole in neretto, il seguente editoriale di Avvenire del 29 giugno Sea Watch 3 è un caso e merita un tribunale.

                                             

Il tema da affrontare in tribunale non è certo la difesa dei sacri confini italici continuamente violati via terra e via mare (come riconosciuto anche dal nostro ministro dell’interno) come non è quello di difendere gli italiani da presunti terroristi. Le persone salvate dalla Sea watch 3 saranno infatti identificate al contrario di chi approda indisturbato (?!) grazie ai così detti “arrivi fantasma” e di cui ci accorgiamo perché si trovano imbarcazioni e indumenti  abbandonati sulle nostre belle e lunghe spiagge.

Il tema in discussione è chiaramente altro come ben espresso nello scritto di domenica del direttore di Avvenire: Se soccorrere diventa reato.

Intanto nel Mare Nostrum i viaggi continuano (provate a leggere da Vita.it Il Mediterraneo la rotta più pericolosa) e cambiano le modalità di salvataggio delle poche Ong presenti  Torna in mare Open Arms  (così almeno i “taxi” del mare sono le nostre navi militari !).

Monica

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