Oggi alcuni articoli (per leggere come sempre basta cliccare sulle parole in neretto) per ricordare a tutti noi che purtroppo le denunce di maltrattamenti in Italia nei confronti dei minori sono in crescita come viene detto dalla presidente del Tribunale dei Minori di Milano nella intervista da il Corriere della Sera Minorenni troppi casi sconvolgenti.

Se si scorrono le notizie di cronaca solo degli ultimi tre mesi possiamo trovare la vicenda di:

  • Giuseppe 7 anni, morto per le botte del patrigno a Cardito, nel Napoletano, che arrivava a scuola coperto di lividi, così come la sorellina più piccola, senza che nessuno degli insegnanti avesse mai pensato a segnalare gli evidenti abusi (vedere Bimbo ucciso a Cardito dal Messaggero)
  • Leonardo a Novara, 20 mesi, menato a morte dalla madre e dal suo compagno che si scambiavano foto dei suoi lividi in chat; pare che in questo caso i nonni avessero presentato denuncia ai servizi sociali senza ottenere alcun intervento. (vedere Omicidio di Novara da La Stampa) ma nessuno era intervenuto
  • Ronald, a Milano, 2 anni, torturato e ammazzato dal padre forse con la complicità della madre; anche in questo caso i vicini riportano “visite” da parte delle forze dell’ordine (Milano bimbo ucciso in casa dal padre  da Il Sussidiario.net)

Si tratta di episodi che ci dicono come la violenza contro i minori, nelle famiglie, non è  purtroppo invenzione di qualcuno e come ancora troppa è l’omertà come ci dice Sara Carli nell’articolo dal titolo Troppa omertà sulla violenza sui minori

La scommessa è allora quella di avere strutture e risorse (e quindi… spendere che non è fare business!) su tutto il territorio nazionale investendo nella formazione di chi opera in questo delicato, difficile settore.

A questo proposito vi invito a leggere Minori fuori famiglia articolo tratto da Vita.it.

Per nostra fortuna esistono persone che si rendono disponibili per il grande compito dell’affido. Vi riporto il testo della lettera di Nuccio ed Elisa coppia affidataria di Reggio Calabria.

Ricordiamoci che davanti ai lividi di un bambino non ci si deve girare dall’altra parte perché quei segni sono affari anche nostri come ci ricordava già nel 2011 Fabio Concato:

E tutti fermi in fila ad aspettare

che scatti quel semaforo

avessi almeno la mia radiolina

che sentirla è uno spettacolo

e guarda che ti ho visto

con le mani dentro il naso: sei romantico

e poi la stessa mano

te la passi tra i capelli: sei fantastico.

 

Ma quanti manifesti colorati

così grandi non li ho visti mai

che gambe deliziose… Son le calze un po’ velate,

tu non le compri mai

biscotti per l’infanzia, poveretta,

carte igieniche lunghissime

sentissi come è morbida

e ogni volta viene voglia di “cosare”.

 

E all’ improvviso arrivi tu,

un manifesto in mezzo agli altri

su quel faccino quanti pugni, quante botte

ma lo sai che ti potevano ammazzare?

Su babbo smettila di bere

non mi picchiare un’altra volta

che ogni volta ho più paura

e quando cerco dl scappare

non arrivo mai alla porta

mi raggiungi e sei una furia

non centro niente coi tuoi guai,

non c’entro con i dispiaceri,

non ti ricordi, ieri, che mi portavi al mare?

 

E siamo ancora fermi ad aspettare

che scatti quel semaforo

avessi almeno la mia radiolina

che a sentirla è uno spettacolo

e guardo il mio vicino e li tranquillo

tramortito dal suo stereo

e arrivano frequenze così basse

che divento tachicardico.

 

Ma quanti manifesti colorati

cosi grandi non li ho visti mai

c’e’ un brandy un po’ speciale per un fico eccezionale,

non me lo compri mai…

 

E detersivi cosi’ intelligenti

che gli manca solo di parlare

e macchine potenti e prestigiose che se non puoi…

Le puoi rubare.

 

E all’improvviso torni tu,

un manifesto in mezzo agli altri,

e hai un faccino così triste

che a guardarti dentro agli occhi

ci si potrebbe vergognare.

 

“ma babbo non ho fatto niente.

Non mi picchiare un ‘altra volta

che ogni volta ho più paura,

e ho paura ormai di tutto,

di pensare e di parlare,

ho anche paura di dormire,

ma, giuro, quando sarò grande mi voglio vendicare:

non mi ricorderò mai più che mi portavi al mare”.

 

E finalmente ci muoviamo tutti,

con te che mi vuoi stringere…

Io sto pensando ancora a quel faccino,

passa, se vuoi passare…

 

Ma quanti sono quei faccini

e quanto sono disperati

li senti piangere ogni notte

e non c’è mai nessuno che li aiuti

e tutti a dire: “che vergogna!”

 

Ma tutti a chiudere la porta

“in fondo a noi cos’è che importa,

il nostro bimbo è qui che sogna”

ma per dio di là c’è un altro bimbo uguale

che ha bisogno di sognare

magari un padre un po’ diverso

che lo porti un’altra volta al mare

(051/222525 Fabio Concato)

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