Bianzano (BG)

Oggi, a lezioni concluse, vi invito a leggere il seguente il post del collega Federico Benna docente cremonese di economia aziendale (perché la scuola, ricordiamoci, non si è fermata!):

E’ arrivato l’ultimo giorno di lezioni di un anno scolastico anomalo.
Ho salutato da un monitor dei cerchietti con dentro delle iniziali in un mosaico colorato con voci metalliche a cui, dopo due mesi e mezzo, non sono riuscito ad abituarmi. I miei studenti hanno imparato a vedere sullo sfondo del mezzobusto del prof di economia aziendale la vetrinetta coi bicchieri della mia sala o la macchina del caffè e il gasatore di acqua della mia cucina. Ho imparato a conoscere le loro camerette, i loro peluches, le loro sale, le loro cucine, i loro animali domestici che andavano a cercare coccole o i loro fratelli o le loro sorelle minori che venivano a vedere come funziona una lezione alle “superiori”. Ho storto il collo per correggere dal computer compiti e verifiche fotografate e inviate via posta elettronica. Ho partecipato a collegi docenti, consigli di classe, scrutini, corsi di formazione tutto a distanza con collegamenti virtuali nella freddezza assoluta di video e voci ai microfoni.
A volte in una stanza di casa spiegavo la partita doppia e nell’altra Betty spiegava i romani ai suoi bambini di quinta.
E’ spaventosamente mancata la dinamica della classe, fatta di visi, sguardi, odori, parole, fisicità, mani sporche di gesso, proiezioni alla lim, code alle macchinette, confidenze in sala insegnanti, ressa sulle scale all’uscita, battute, sgridate, incoraggiamenti, mani alzate, dialogo.
E’ stata dura. Per tutti. Ma ce l’abbiamo fatta. Abbiamo portato a conclusione le lezioni e questo ultimo giorno è stato di saluti, commozione, tanti grazie reciproci da parte dei ragazzi e delle famiglie alla scuola e dalla scuola a ragazzi e alle famiglie per l’impegno e il disagio affrontato con grande dignità.
Mi è giunta voce che il “direttore” di un “quotidiano” noto per gettare fango e letame sugli altri, se la sia presa con noi insegnanti. Libertà di pensiero in democrazia, per carità.
Quel fango non mi spaventa. Mi ha protetto dalle badilate lanciate il commosso “grazie prof per quello che ha fatto per noi” dei miei studenti e l’aver detto loro con la voce rotta mentre ci salutavamo “grazie a voi ragazzi per avermi fatto diventare migliore in questo anno scolastico, non so se a settembre sarò ancora il vostro prof ma in ogni caso voglio dirvi se avete un sogno, fate di tutto per realizzarlo”.
Ora scrutini, recuperi e l’esame di maturità come commissario interno dove, finalmente, ci rivedremo da vivo, con una bella mascherina in faccia, una buona dose di disinfettante, ma con occhi felici di potersi incrociare lontani da un freddo (ma indispensabile) computer.
Continuo a ritenermi un uomo davvero fortunato perché sto facendo il lavoro che ho sempre sognato di fare.

Ecco un altro intervento sulla scuola degli ultimi tre mesi di Paola Mastrocola Perché mi fa paura la scuola digitalizzata

P.S: Per chi si domandasse il significato della foto… il messaggio si trova nella piazza di Bianzano (meta del primo viaggio fuori provincia dopo tanto tempo insieme a Daniele!) un piccolo paese in provincia di Bergamo tra le valli Cavallina e Seriana; luoghi questi che sono stati duramente colpiti dalla pandemia. Mi sembra un augurio bello per tutti giovani e adulti ma permettetemi soprattutto per chi come me è “guarito” dal Covid e che deve imparare nuovamente a “sognare” superando la paura degli incubi che ancora affollano le notti.

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