Il coronavirus ci ha sottratto la possibilità dei funerali, ma non può impedirci la pietà per i nostri morti e il vivere la vera partecipazione e consolazione, anche se a distanza, con chi è nel lutto.

L’emergenza sanitaria ha portato a vietare qualsia funzione religiosa, anche matrimoni e funerali.

Oggi per la prima volta ho benedetto al cimitero la salma di un nostro parrocchiano, senza poter celebrare il funerale. La moglie e alcuni parenti stretti, in quarantena chiusi in casa, hanno assistito tramite una videochiamata. Certamente quando sarà finito l’incubo del contagio ci ritroveremo a celebrare una messa di suffragio insieme.

Ma nel frattempo?

La scorsa settimana abbiamo celebrato 3 funerali, anche se abbiamo cercato di limitare la partecipazione alle persone più vicine; in questi primi tre giorni della settimana sono già previste tre benedizioni al cimitero.

Lasciamo che il coronavirus rinchiuda tutto nel privato, nell’intimistico, nel nascondimento? Anche il lutto, anche il dolore per la perdita di un marito, di un padre, di una madre?

In parrocchia eravamo abituati a recitare sempre il rosario per i defunti, il giorno precedente il funerale. Un modo per richiamare la comunità alla partecipazione orante al dolore di una famiglia. Anche questo non si può fare per evitare possibili contagi, esigenza imprescindibile di solidarietà verso i più vulnerabili, che sono gli anziani ma non solo.

Come prete soffro il non poter stare vicino a chi sta morendo, a chi è nel lutto, a chi si ritrova con la casa vuota e magari costretto all’isolamento. La stessa sofferenza è di tanta gente che non può abbracciare familiari e amici che sono nello strazio del lutto.

Chiedo a tutti di pregare per i nostri morti. Non spegniamo la pietà per i nostri defunti.

Chiedo a tutti di pregare perché lo Spirito Consolatore arrivi alle famiglie ferite e in lutto.

Questa sera alle 21 (o in altro orario comodo per le vostre dinamiche familiari) nelle nostre case recitiamo il rosario per i nostri morti e per le loro famiglie.

Esprimiamo la nostra partecipazione con la preghiera. Facciamo in modo che il dolore non resti un peso privato: nel Signore, che ci rimane accanto, cerchiamo di condividere, di restare in comunione, alimentiamo il desiderio – appena passata questa emergenza – di ritrovarci e riunirci, di stringerci come un’unica famiglia che è stata costretta a restare distante (fisicamente) per qualche tempo.

Papa Francesco nell’Evangeli gaudium gridava: “Non lasciamoci rubare la speranza” (n. 86), “Non lasciamoci rubare la comunità” (n. 92).

Vorrei aggiungere, proprio per mantenere viva la speranza e la comunità: “non lasciamoci rubare la pietà per i nostri morti”, “non lasciamoci rubare la solidarietà con chi li piange”.

Don Enrico

 

Lunedì 9 marzo 2020 – benedizione della salma di Fulvio Galeotti, di anni 74. Siamo vicini alla moglie Costantina e alle figlie Annalisa e Alessia e ai parenti tutti. Lo ricordo nelle nostre liturgie, anche se riservato e schivo, ma anche così contento di mostrarmi la sua casa da poco risistemata e di poterla benedire!

Mercoledì 11 marco 2020 – benedizione della salma di Antonio Fraioli, di anni 96. Siamo vicini al figlio Mario e al nipote Luca e ai parenti tutti. È stato assiduo frequentatore della nostra comunità fino a quando la salute e l’età glielo hanno consentito. Ha accudito per 9 anni la moglie malata con amore e dedizione.

Mercoledì 11 marco 2020 – benedizione della salma di Santuzza Papetti, di anni 95. Siamo vicini alla figlia Adelsa Faia, al marito Silvano Rizzi e a Matteo. Era originaria di S. Ilario ma da qualche tempo ricoverata a Sesto Cremonese. Cui uniamo al lutto dei nostri parrocchiani.

 

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