Nella nostra parrocchia non è una novità. Tuttavia con rinnovato slancio vogliamo sentirci parte della nostra Chiesa diocesana che ci ripropone di dare maggiore spazio all’ascolto: dall’ascolto degli uomini (con le loro domande, le loro sofferenze, le loro speranze) all’ascolto della Parola di Dio (anzitutto del Vangelo della domenica) per poi tornare, come Chiesa in uscita dentro le case, per le strade della vita, con il gran tesoro di un Vangelo vivo (anche se ci sentiamo vasi di creta).

Abbiamo scelto il mercoledì: alle ore 15.30 in Chiesa e alle ore 21.00 in oratorio. Chiediamo a tutti di mettersi in gioco, di cercare il tempo, la buona volontà, l’entusiasmo. Lo chiediamo ai membri del Consiglio Pastorale, ai catechisti, agli operatori dei vari settori… Lo chiediamo a tutti.

Nessuno si senta facilmente giustificato. Ognuno, con la sua fede è una risorsa preziosa per gli altri. Non è una scuola biblica, ma un momento di condivisione della fede a partire dalla Parola di Dio che tocca i nostri cuori, dilata le nostre menti, dà nuovo respiro alle nostre vite. Diamo allo Spirito Santo anche questa possibilità di rischiarare la nostra fede, di rigenerare in noi la speranza cristiana, di alimentare la nostra carità.

Già sul giornalino La Corona abbiamo presentato l’iniziativa. Qui ancora riportiamo quelle parole.


Il giorno dell’ascolto

Abbiamo bisogno di ritrovare il senso delle cose e della vita e anche del nostro essere cristiani. Perché talvolta la nostra fede si è infiacchita. Il Vescovo con insistenza ci propone il “giorno dell’ascolto”. Ritroviamo un’oasi fuori dalla mischia. Un tempo per rallentare la corsa. Un momento in cui scardiniamo le rigide appartenenze dei gruppi e delle cose da fare, per trovare il senso del nostro essere amati da Dio, cercati da Lui e mandati per le strade del mondo.

Accogliamo questo invito del Vescovo. Faremo un’attività in meno, ma ritroveremo le energie per riprendere il cammino esaltante ma faticoso della strada.

Fermiamoci insieme. La Parola di Dio letta insieme assume colori diversi, riceve l’intensità del cuore della sensibilità degli altri, ridimensiona i miei punti fissi che talvolta diventano stereotipi invecchiati. Leggere insieme la Parola ci risana nei rapporti: ma solo se dismettiamo il giudizio e ci apriamo allo Spirito che ci accompagna anche attraverso il fratello, con la sua diversità.

Non sarà una scuola biblica, ma una condivisione della fede a partire dal Vangelo della domenica. È indispensabile questa compromissione serena, rispettosa e discreta, perché ciascuno possa sentirsi come una risorsa, sia quando parla sia quando tace e ascolta.

Per la nostra comunità scegliamo il mercoledì come giorno dell’ascolto. Il pomeriggio alle ore 15.30 e la sera alle ore 21.

Anche durante il lockdown ci ritrovavamo via Skype per leggere insieme il Vangelo. Ma abbiamo bisogno – nella salvaguardia delle normative sanitarie – di ritrovarci. Diamoci la libertà di uscire di casa, di poterci vedere e ascoltare in presenza…


Dentro questa attenzione diffusa, capillare, costante all’ascolto delle persone e della realtà, dovrà man mano maturare anche qualcosa di più esplicito e strategico: il giorno dell’ascolto. Una sosta in cui chiedere proprio alla Parola di Dio di farci guardare con sapienza nel cuore, nella vita, nella Chiesa, nel mondo.

Come fare? Ogni parrocchia o unità pastorale scelga un giorno della settimana in cui ci si ritrovi, i sacerdoti e i loro collaboratori, il Consiglio pastorale e gli adulti e giovani più motivati e disponibili, intorno alla Parola di Dio. Non per fare erudizione biblica, ma per diventare insieme discepoli-missionari, che condividono l’esperienza umana e le sue domande, l’ascolto del Signore e la scoperta della verità, fino agli orizzonti della preghiera, della lode, della carità, della missione. Sarà IL GIORNO DELL’ASCOLTO

Il Vescovo offrirà ogni settimana una brevissima traccia introduttiva, basata sul Vangelo domenicale, da cui trarre la domanda su cui confrontarsi. La diocesi preparerà moderatori e parroci quanto al metodo di animazione, dedicando ad essi, ai membri del Consiglio pastorale diocesano e ad alcuni altri laici invitati, una previa tappa di formazione e condivisione su questi temi, all’inizio di settembre.

† Antonio

 

 

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