Oggi mi permetto di invitarvi a leggere con calma i seguenti due articoli:

Sono due interventi che condivido interamente…

Devo confessarvi che io credo veramente che l’impegno di ogni cristiano sia quello del servizio da fare con tutto se stessi, nella logica che la propria comunità cittadina e nazionale “si serve, non si occupa suscitando speranza, non suscitando paura per controllare e manipolare”. Sono convinta, sulla base della mia esperienza in diverse associazioni, che “si possono fare cose importanti per le persone e con le persone, per le famiglie e con loro, si possono rendere concreti progetti e azioni che provano a migliorare la vita” attraverso “la capacità di programmare e la pazienza di realizzare “. Credo perciò che impegnarsi da cristiani nel mondo “significa anche scoprire la bellezza del servizio che molte persone in silenzio danno nelle case e nei quartieri della nostra città e stupirsi di questa bellezza e da questa scoperta trarre ulteriori motivi ideali per rinnovare il servizio” (e se guardiamo alla nostra comunità parrocchiale quanti esempi abbiamo!)

Ritengo che, come papa Francesco ci ha più volte ricordato (soprattutto a chi come me ha deciso pro tempore di essere sindacalista), bisogna guardare la realtà con lo sguardo degli ultimi e dei più fragili. Uno sguardo che risulta così responsabile perché “gli occhi da assumere sono quelli che guardano alle scelte di oggi pensando al futuro e alla eredità che lasciamo, altrimenti la nostra società rischia di morire davvero.

(Le farsi virgolettate non sono mie ma il collega docente, già mio presidente diocesano di Azione Cattolica e attuale mio sindaco mi scuserà di certo per la copiatura!)

Come sempre per chi vuole… buona lettura

Monica

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