I NUMERI

Nel 2016 dalla San Vincenzo parrocchiale ha donato pacchi alimentari a 125 famiglie, di cui 51 Italiane, 35 della Comunità europea (in maggioranza Rumene) e 39 extra-comunitarie, divise tra 13 Europee in gran parte Albanesi, 14 Nordafricane e 12 dell’Africa sub-sahariana. Ci è stato richiesto anche o soltanto sostegno economico da 59 famiglie di cui ben 21 Italiane, 17 comunitarie e 18 extracomunitarie (6 Albanesi, 6 Nordafricane e 6 dell'Africa subsahariana).

Come emerge dai numeri, nella nostra parrocchia non solo le famiglie straniere numerose sperimentano il disagio economico dovuto alla mancanza o alla scarsità di lavoro, ma molti nuclei familiari e tanti anziani soli italiani sono scesi ormai sotto la soglia della povertà: per queste fasce sociali la ripresa economica non c'è ancora stata.

LA CRISI E L'ESODO

Il dato più preoccupante è che molte famiglie, nonostante almeno uno dei componenti abbia un lavoro più o meno pagato, (purtroppo spesso non regolare), fanno fatica a far quadrare le necessità ordinarie con entrate insufficienti a fronteggiarle, anche a causa della scarsa scolarità e dell' impreparazione culturale ad affrontare efficacemente le difficoltà.

In questi anni di crisi economico-sociale molte famiglie straniere europee hanno lasciato non solo il nostro quartiere ma anche l'Italia, alla ricerca di una maggiore offerta lavorativa ma anche di sistemi di assistenza sociale più efficienti e vantaggiosi per loro, anche se resta molto apprezzata e ricercata l'assistenza sanitaria pubblica del nostro Paese.

RELAZIONE UMANA E PROMOZIONE

In questo panorama operiamo con la certezza che per aiutare queste persone non basta l’intervento economico, ma serve un servizio informativo ed educativo adeguato a cui cerchiamo di prepararci per dare loro la possibilità di accedere alle agevolazioni sociali e alle occasioni d'integrazione, serve il nostro personale accompagnamento nel faticoso percorso della loro promozione umana ed è incoraggiante la nostra affettuosa condivisione delle loro preoccupazioni e gioie. Solo nella relazione sincera e fraterna riusciamo a restituire loro la fiducia necessaria a trovare da soli le soluzioni ai loro problemi

Il vescovo Antonio nel messaggio d’inizio Quaresima ha detto che l’uomo “mezzo morto” soccorso dal Samaritano non avrebbe potuto rialzarsi da solo, ma gli sono bastate poche cure per riprendere speranza, fiato, vita. Questo è quello che cerchiamo anche noi di fare, e continuamente verifichiamo che molti altri nella comunità parrocchiale ci affiancano nel servizio ai nostri poveri con discrezione e generosità.

 

Il nostro centro d'ascolto è aperto ogni venerdì dalle 16 alle 17,30 da settembre a giugno e dalle 9 alle 10,30 da giugno a settembre.

Invitiamo chi volesse fare un'esperienza dinamica, stimolante e concreta di carità a partecipare al nostro servizio, per sperimentare come evangelicamente riceviamo di più di quanto doniamo, e che davvero“C'é più gioia nel dare che nel ricevere”.

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