Oggi, a inchiesta ancora in corso (inchiesta che si prevede lunga sia per la delicatezza delle situazioni sia per le caratteristiche proprie della giustizia italiana), desidero proporvi alcuni articoli relativi al caso mediatico Bibbiano. Il tema degli affidi e della protezione dei minori è troppo importante per essere lasciato a valutazioni di “pancia”.

Per esperienza devo dirvi che la situazione di chi lavora sul campo è sempre più difficile e complessa per la scarsità di risorse umane (in molte realtà comunali gli assistenti sociali possono al massimo dedicare due o tre ore la settimana per comunità locale) e per l’aumento dei casi da seguire.

Il numero di ingiunzioni di allontanamento dalle famiglie emesso dai Tribunali è in crescita ovunque anche nella nostra provincia a causa di situazioni familiari sempre più fragili. I sindaci cremonesi si lamentano delle ordinanze che impongono ai comuni spese crescenti per la gestione dei minori.

Il fattaccio Bibbiano riportato sui media colpisce giustamente noi tutti ma è importante abituarci a distinguere tra i fatti che sono in corso di accertamento e “le voci del popolo” in modo da evitare prima di tutto che la pratica importante dell’affido venga ritenuta dall’opinione pubblica come “pericoloso business” e quindi bollata come inutile e dannosa.  In questo campo sono ancora molti i pregiudizi; solo lo scorso anno mi sono trovata a discutere con sindaci che non volevano riconoscere alcun sostegno economico (a prescindere dalla situazione Isee) per l’affido di minori a parenti (zii o nonni). Ancora una volta ritorna la “cultura italica”: un figlio è sempre e solo affare di famiglia e quindi la comunità non deve essere caricati di “costi inutili“.

Per cercare di capire meglio ecco quindi alcuni articoli (per leggere basta cliccare sulle parole in neretto):

  1. come è stato possibile un coinvolgimento così massiccio di diabolici professionisti senza che intere équipe, giudici del tribunale dei minori, educatori, coordinatori, psicoterapeuti esterni al sistema criminale se ne accorgessero ?
  2. solo in Val d’Enza vi è così penuria di casi che assistenti sociali e psicologi debbano falsificare prove e deposizioni? Mi risultano purtroppo liste di attesa in Italia per minori abusati anche perché le strutture convenzionate non sono tantissime.
  3. perché operatori di uno dei centri più riconosciuti d’Italia hanno corso il rischio di compiere atti così gravi in realtà comunali quali Bibbiano (10250 abitanti) e Mirandola (23859 abitanti) che oggettivamente non costituiscono (date le dimensioni) un “grande bacino economico”?

È veramente prioritario e necessario che la Procura indaghi e che i Tribunali giudichino gli indagati delle vicende di Bibbiano e Mirandola.

Prioritario perché è urgente che si giunga ad una verità nel nome dei soggetti più fragili coinvolti da queste storie ovvero i bambini e le famiglie.

Necessario perché chi lavora ogni giorno a stretto contatto con la realtà più dura (non dobbiamo nascondere il fatto che esistano purtroppo centinaia di bambini abusati in famiglia) ha bisogno, in quanto parte lesa, che emerga la verità rispetto ad un eventuale sistema criminale e alle falle esistenti nel sistema di monitoraggio messo in campo.

Di seguito vi riporto articoli (da Vita.it)  con il punto di vista dei minori : Vivere fuori famiglia e DOCUMENTO DEFINITIVO CLN LOMBARDIA perchè tutto viene fatto per loro ed è quindi doveroso ascoltarli.

Monica

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