“Il Vangelo è la bussola di Francesco: seguire Cristo, essere come Lui vicino ai poveri, ai bisognosi, agli ultimi.”
Con queste parole ha esordito frate Giorgio, cappuccino della comunità di via Brescia, invitato a parlare di San Francesco alla comunità di Cristo Re lo scorso 10 gennaio in un incontro pensato dalla Commissione Famiglia.
Così frate Giorgio ha risposto alla domanda su come Francesco, col suo spirito rivoluzionario, sia riuscito a rimanere all’interno di una istituzione clericale medievale ricca e tendenzialmente lontana dalla povera gente. Lo storico Alessandro Barbero (nel breve video introduttivo) considera infatti la possibilità di un compromesso nell’animo del santo tra scelta di vita estrema da un lato e accettazione di regole imposte della chiesa, ovvero tra COSCIENZA E OBBEDIENZA: in realtà S.Francescoi va al di là del compromesso scegliendo sempre e solo Cristo nella sua umanità e dedizione totale all’uomo, riconoscendo alla chiesa e ai suoi sacerdoti il dono di portatori dell’eucarestia.
Frate Giorgio parla quindi di San Francesco come dell’uomo dei PARADOSSI : integro, estremo e rivoluzionario nelle proprie scelte, disponibile verso la chiesa entro la quale vuole rimanere.
Francesco è uomo libero e nell’amore per Cristo ci sta l’amore per tutti gli uomini, dal mendicante al papa.
E sorella povertà? Come può questo concetto esaurirsi nel diventare nullatenenti quando Francesco la chiama sorella? Frate Giorgio ci spiega che la povertà è una condizione mentale oltre che fisica, secondo cui tutto ciò che si possiede va RESTITUITO a chi ha meno, ciò che è temporaneamente nelle nostre mani va lasciato andare e offerto-ceduto a chi ne ha bisogno in nome della pari dignità di ogni uomo, di ogni fratello in Cristo.
Possiamo dire che la figura di San Francesco che si è delineata, è quella di un santo vibrante , concreto e potente dalla profonda umanità, capace di farci “volare alto” ancora oggi a 800 anni dalla sua morte.
Elisabetta Bertoletti
