In un mondo che spesso sembra voler alzare muri e chiudere portoni, la nostra comunità parrocchiale è chiamata a essere un controcanto di speranza. Giovedì 19 marzo, alle ore 21.00, l’Oratorio di Cristo Re (Via Mella 3) ospiterà un incontro speciale dedicato alla Casa dell’Accoglienza di Cremona, un vero e proprio “Cantiere di Carità” che sta per inaugurare una nuova stagione di servizio.
Un Cantiere che non chiude mai
I lavori di ristrutturazione della struttura sono quasi terminati. Presto le gru e gli operai lasceranno il posto, ma come recita l’invito, resterà sempre aperto il cantiere della carità. Non si tratta solo di mattoni e cemento, ma di uno spazio vivo dove la fragilità umana incontra il calore della dignità.
Durante la serata, Don Pier Codazzi (Direttore di Caritas Cremona) e Andrea Cariani ci guideranno alla scoperta di questa realtà. Parleremo di servizi concreti che cambiano la vita delle persone:
- La Mensa e il Rifugio notturno.
- Il Deposito Bagagli per chi non ha una dimora fissa.
- Il CPA (Centro di prima accoglienza) per i cittadini cremonesi in difficoltà abitativa.
L’inclusione: Grazia e Missione
Le parole di Papa Leone XIV, che in questi giorni sta visitando le periferie romane, risuonano con forza anche tra le nostre mura. Il Santo Padre ci ricorda che l’inclusione non è un concetto astratto, ma “grazia e frutto della vitalità di giovani, famiglie, anziani e volontari”.
Una parrocchia che sa accogliere diventa un segno tangibile di speranza. Come sottolineato dal Papa, siamo chiamati a rappresentare una famiglia senza limiti, capace di dire a tutti, indistintamente: “Venite, c’è posto per voi”.
“Quando Gesù dice: ‘Sono straniero e mi avete accolto’, ci sta chiedendo di riconoscerlo in chi bussa alla nostra porta.”
Un invito a sporcarsi le mani
Oggi più che mai, si avverte la tentazione di dire “Basta, che non vengano altri!”. Papa Leone ci ricorda che come discepoli di Cristo, il Vangelo ci chiede uno spirito diverso. Accogliere chi è senza casa, chi vive la solitudine o chi soffre perché non trova nessuno che lo accompagni nel cammino della vita, è il modo più autentico per far battere il cuore di Gesù nella nostra città.
L’incontro di giovedì è aperto a tutti: a chi vuole conoscere meglio questa realtà, a chi sente la chiamata al volontariato o a chi, semplicemente, vuole capire come “gettare semi” per far germogliare una comunità più umana.
Vi aspettiamo giovedì 19 marzo alle 21.00 in Oratorio. Perché una porta aperta è il primo passo verso un miracolo chiamato fraternità.
