Sempre ci sono correnti di pensiero che vogliono affermare che Dio non parla più, il silenzio di Dio, citando padre Enzo Bianchi in realtà non è Dio a tacere ma siamo noi che non ci fermiamo ad ascoltarlo. Sì, perché per ascoltare la voce di Dio è necessario “stare”. 

Allora ecco questo invito. Un invito che vuole accordarsi con il desiderio del vescovo Antonio: “Ripeto con convinzione che ogni parrocchia si deve dare, oltre alla centralità dell’eucarestia, un momento semplice ma costante di ascolto condiviso del Vangelo”.

L’icona evangelica di Marta e Maria fa splendere il bello di “stare” per ascoltare la Parola di Gesù, il primato della Parola si dice; non significa che il “fare” nel servizio non sia altrettanto importante o sia meno necessario nella comunità, piuttosto l’episodio ci svela semplicemente che il servizio nasce ed è sostenuto dall’ascolto della Parola.

Mettere al centro la Parola ascoltata secondo la cadenza dell’anno liturgico è riconoscere “il nostro essere discepoli, bisognosi di rimanere in ascolto del Maestro, così come profondamente radicati dentro la comunità che fa di noi, subito, senza la necessità di far passare molto tempo, dei missionari.” (M. Truffelli, Azione Cattolica). E questo riguarda tutti i battezzati. 

E allora siamo tutti invitati a incontrarci ogni giovedì a partire dal prossimo 7 novembre alle ore 21 in oratorio per prenderci quella “sola cosa di cui c’è bisogno”: con semplicità leggiamo il Vangelo della domenica successiva e dopo un momento di silenzio possiamo condividere quello che la Parola dice a ciascuno di noi; non tanto una esegesi o uno studio del testo biblico, piuttosto ci piace riservarci un tempo di ristoro e di refrigerio facendo risuonare la Parola dentro di noi.

 

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