In questo tempo siamo sollecitati a pregare. Ma perché?

Forse che Dio non sa già ciò di cui abbiamo bisogno?

Forse che è arrabbiato e occorre mitigare la sua ira?

Forse così convinciamo il suo cuore indurito a liberarci da questo flagello?

Tutte domande sbagliate ma che come tentazioni rimbombano nei nostri pensieri.

Anche la preghiera è ricca di insidie e di aspettative sbagliate che spesso Gesù denuncia: formalismo, esteriorità, parole e parole senza avere un cuore docile e di misericordia, pretesa di essere ascoltati e risarciti a forza di insistenze… insomma preghiere che denunciano idee sbagliate su Dio!!!!

“Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio unigenito” (Gv 3,16): questa è la nostra fede.

Nel Figlio di Dio che si è fatto uomo scopriamo il disegno di salvezza per questa umanità immersa nel male. Ci è rivelato un Dio vicino, un Dio con noi e che ha scelto di condividere la nostra condizione di debolezza – ma non il peccato – per aiutarci a restare saldi nell’amore, comunque, anche se inchiodati alla croce…. Anche dentro le ingiustizie… le guerre… le pandemie!

Preghiamo per imparare ad accoglierlo nella nostra vita, per imparare ad essere disponibili come Maria: la preghiera è un desiderio affettuoso, insistente, un riposare dentro un mistero di amore che ci coinvolge. Preghiamo per essere docili come quell’umile ragazza di Nazareth che –meravigliata- non si sottrae all’irrompere di Dio dentro la sua vita.

Preghiamo, magari con il Rosario, non per stancare Dio e impietosirlo, ma per lasciarci rivestire dal suo mistero di Amore, per essere abitati dal suo Spirito, per essere donne e uomini nuovi conformi all’autentico disegno di Dio: che suo Figlio, Gesù. Che bella umanità quella di Gesù!

Preghiamo perché se noi accogliamo Dio, lui non solo entra nella nostra vita… ma entra in questa storia di debolezza e di fragilità: Maria con il suo assenso all’angelo ha cambiato la storia dell’umanità! Non siamo schiavi degli dei, ma Figli amati, cercati, perdonati, preziosi… tanto che Dio dà la sua vita per noi. Abisso di amore.

Preghiamo per saper riconoscere che Dio è presente ancor prima che io lo accolga. I medici e il personale sanitario, i volontari e ogni persona che si sta generosamente spendendo per gli altri sono per tutti il segno di un Dio che in modo discreto, umile, incarnato sa comunque essere vicino.

Preghiamo perché c’è uno scandalo da accettare: Dio si rivela nella croce, dentro l’abisso del male, dentro l’inquieto interrogarsi degli uomini con le loro idee fisse (anche religiose) che non si lasciano meravigliare della sua presenza umile. Per questo la preghiera cristiana è un continuo rileggere, meditare, contemplare la Parola di Dio, cioè come lui si rivela…. senza rinchiuderci nelle nostre presunte conoscenze (ideologie) su chi è Dio.

Preghiamo non per chiedere miracoli, ma per saper riconoscere che Dio ci è vicino, anche se ha il volto misterioso di un fratello con una mascherina; anche se non assume la forma della potenza (del dio tappabuchi che risolve tutti i problemi e che ci umilia: lui onnipotente e noi vermiciattoli in balia di un piccolissimo virus).

Preghiamo per accogliere l’umiltà di Dio (DIO amore) che non si impone ma che nella primavera che avanza si lascia incontrare anche da noi, con il nostro cuore afflitto ma libero. Preghiamo perché nella nostra libertà siamo in grado di decifrare la via della vita, l’orientamento per il futuro, la speranza che riaccende la voglia di incontrarci e amarci. Come lui ci ha amati.

 

Mercoledì 25 marzo alle 12: tutti insieme ovunque siamo la preghiera del PADRE NOSTRO (tutti i cristiani delle diverse chiese… anche se differenti… ma tutti insieme dentro l’amore dello stesso PADRE)

Mercoledì 25 marzo alle 21: insieme il Rosario (sintonizzati con i media cattolici, per es. TV 2000)

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