Lo scorso agosto la nostra diocesi ha ospitato la 71a Settimana Liturgica Nazionale organizzata dal Centro Azione Liturgica (CAL) che promuove la formazione e il movimento liturgico dal 1947 in stretto collegamento con la Sede Apostolica  la CEI, accompagnando il successivo rinnovamento nutrito dal Concilio Vaticano II ;  alcuni nostri parrocchiani hanno partecipato alle quattro giornate di riflessione e di convegno e, oltre ai partecipanti in presenza nella nostra Cattedrale, in tanti si sono uniti in streaming a distanza da tutte le parti d’Italia, vescovi, presbiteri, seminaristi e laici, per ascoltare gli interventi sul tema

Dove sono due o tre riuniti nel mio nome

Comunità, liturgie e territori

proposti sia da sacerdoti che da laici, docenti, studiosi e operatori pastorali.

I contenuti  hanno esplorato sia aspetti squisitamente liturgici come il celebrare il “nome” del Signore e il rapporto Messale e popolo riunito che risvolti pastorali come:

– la ministerialità liturgica

– le assemblee liturgiche in nuovi contesti

– le diversità culturali piuttosto che generazionali

– il periodo del lockdown nella pandemia quando le assemblee liturgiche si sono sospese (“Dove  non ci sono due o tre…”,

insomma molti pensieri su una liturgia anche incarnata nel vissuto dei credenti in assemblea e  nel rapporto con i territori sullo scenario sociale del periodo.

Sul sito della Diocesi o del CAL  è possibile riascoltare  le riflessioni di tutti gli oratori.

 

 

 

Ma perchè una settimana liturgica?

quali sono le motivazioni e le aspettative?

La liturgia si affianca alla catechesi e alla carità così da descrivere in sintesi la cifra della vita cristiana, è “l’azione a favore del popolo”, in particolare nell’intento della Chiesa cattolica “del popolo dei credenti nel Dio di Gesù Cristo”.

Se la catechesi accompagna alla conoscenza di Cristo attraverso la sua Parola e alla ricerca delle ragioni della nostra fede, se la carità cerca di portare l’amore di Dio nell’amore per gli uomini e le donne del nostro tempo, la liturgia esprime nelle sue azioni la gratitudine a Dio per le sue opere, rende amabile e concreto lo sguardo dei credenti verso il Cielo pur rimanendo con i piedi per terra, conduce, soprattutto nella forma assembleare e comunitaria, al riconoscimento che Gesù è il Signore che Dio ha fatto risorgere dalla morte, riassumendo così l’identità stessa del cristiano.

Per questo siamo invitati a celebrare ogni domenica la Pasqua settimanale. Allora ha davvero senso che la Chiesa continui a riflettere sulla liturgia per aiutare le comunità cristiane a riscoprire la bellezza del celebrare le meraviglie che Dio ha fatto per noi e a intravedere il legame con la fede e la vita nelle nostre assemblee, facendo muovere le nostre celebrazioni con fantasia e novità senza dimenticare la grande tradizione ecclesiale.

Se ci pensiamo bene la liturgia è davvero ricca di parole e gesti che ci raccontano di Cristo e del nostro essere suoi amici, in questo è anche momento di formazione non lontano dalla nostra vita dove tutti abbiamo dei riti; allora cerchiamo di diffondere e valorizzare questi pensieri, del resto ci accorgiamo che nella liturgia incontriamo molte più persone di quanto ne vediamo negli incontri pastorali e di catechesi.

In queste giornate, così come in altre occasioni di convegni ecclesiali, si sperimenta sempre un profondo senso di Chiesa, in particolare la preghiera delle Lodi all’inizio di ogni giornata nello splendido scenario della Cattedrale ci ha fatto sentire uniti nella Chiesa universale, ci si sente parte di qualcosa di più grande.

Una Chiesa che pensa, che celebra, che ama.

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