Non temete Dio nella sua infinita Misericordia ci accompagna. Eravamo abituati alla celebrazione penitenziale prima della Pasqua, e poi anche alle confessioni per ore e ore. Nella serie delle privazioni di questi giorni si aggiunge anche questa.

Eppure Dio ha più fantasia e potenza di noi: alla via ordinaria che è quella della confessione… come potrete leggere qui sotto c’è quella umile del nostro pentimento, del nostro desiderio di riconciliazione con Dio e con i fratelli. Facciamo il nostro esame di coscienza, invochiamo il perdono di Dio realmente pentiti e con il dolore per i nostri peccati, esprimiamo il nostro desiderio di vita nuova, secondo gli insegnamenti di Gesù. E poi ringraziamolo.

Anche questi giorni sono giorni di peccato: insofferenze, impazienze, superficialità, malinconie che si ritorcono sugli altri, lamentele che aggravano lo stato d’animo di chi ci ascolta… oltre a tutto il resto… che nella fragilità ci accompagna, che ci appesantisce nel rapporto con Dio e gli altri.

Ora non ho alibi: coltivo il mio personale rapporto con il Signore? Dò spazio alla lettura della sua Parola?

Ora è il tempo della carità con quelli con cui vivo, magari nelle ristrettezze dell’appartamento, oppure con cui devo mettermi in contatto con il telefono: so anteporre la carità ai miei stati d’animo e alle facili autogiusificazioni individualistiche?

Diamoci il tempo per un momento penitenziale, nostro, personalissimo, nella nostra intimità con il Signore. Qui un video con alcuni spunti 

E quando sarà tutto finito, ci riaccosteremo sia all’Eucarestia come anche al sacramento della Penitenza.

dal sito della Diocesi di Cremona: 

Poiché si verificherà l’impossibilità di celebrare il sacramento della penitenza, per la ragionevole e responsabile prudenza legata all’emergenza sanitaria, si ricordi quanto la Chiesa insegna: quando si è sinceramente pentiti dei propri peccati, ci si propone con gioia di camminare nuovamente nel Vangelo e, per un’impossibilità fisica o morale, non ci si può confessare e ricevere l’assoluzione, si è già realmente e pienamente riconciliati con il Signore e con la Chiesa (cf. Catechismo della Chiesa Cattolica 1451-1452).

Pertanto, in base alla sincerità del pentimento e del proponimento, nell’intimità con il Signore si faccia un atto di profonda contrizione e si scelga un gesto di penitenza che in qualche modo ripari al male commesso e rafforzi la volontà di servire il Signore.

Non appena venga meno quell’impossibilità, si cercherà un confessore per la confessione e l’assoluzione. L’impossibilità di celebrare il sacramento non impedisce alla misericordia infinita di Dio di raggiungere, perdonare, salvare ogni suo figlio, ogni sua figlia.

 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •