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Il più bel regalo e la gioia degli ammalati – 

In questi giorni tutti siamo indaffarati a fare regali, a fare compere, a progettare feste.

Eppure c’è una gioia grande che possiamo darci e che costa solo un po’ di tempo. Stiamo girando a trovare gli ammalati.

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Andiamo nelle case di Riposo oppure nelle abitazioni. E sperimentiamo la gioia contagiosa di tanti anziani che si sentono ricordati. Tutti possiamo darci la libertà di scegliere… e scegliere di andare a fare gli auguri a qualche ammalato o anziano che sono impossibilitati ad uscire.

Tralasceremo qualche giro nei negozi… ma ci riempiremo di affetto e di baci che sono come una ricarica in questi tempi rigidi, di cuori infreddoliti dalla diffidenza, dalla paura… anche dall’odio.

Anche i sacerdoti e i ministri straordinari dell’eucaristia stanno portando ad oltre cinquanta ammalati la S. Comunione. Nelle case il Signore vuole farsi presente in tanti modi: anzitutto con la nostra quotidiana presenza. Tutti noi siamo segni di Lui! Ma è anche bello che in molte case ogni settimana ci sono malati che si accostano all’Eucarestia e mantengono vivo il loro legame con la propria comunità. Spesso si tratta di persone che quando potevano venivano a messa tutti i giorni, altre frequentavano alla domenica… e altre hanno riscoperto da malati il valore dei sacramenti. La loro gioia nell’accostarsi all’Eucaristia, la loro trepidazione, il loro raccoglimento ci è di esempio. Quante volte noi non sappiamo esprimere la gioia dell’incontro con il Signore… e invece i nostri malati sanno insegnarci che il più bel regalo che si può ricevere  è proprio il Signore. Questo è il Natale.

Non accontentiamoci di altri regali. Disponiamoci ad accogliere il più bel regalo, che è Dio con noi, che è la possibilità di accoglierlo. NELLA NOSTRA VITA. NELLA NOSTRA FAMIGLIA.

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