Probabilmente tanti ricordano il racconto di don Tonino Bello riguardo al Crocifisso appeso in una sagrestia e con un cartello di cartone che recava la scritta “COLLOCAZIONE PROVVISORIA” . Don Tonino da par suo aveva saputo trarne insegnamenti preziosi. Aveva pregato il parrocco di non spostare quel Crocifisso e pure quel cartello. Perché la Croce è sempre una collocazione provvisoria: il Signore passa davvero sulla croce, ci muore in croce. Ma poi risorge. E così tante persone, e forse tutti noi, appesi alla nostra croce, possiamo pensarci in “COLLOCAZIONE PROVVISORIA”. Infatti attendiamo “Cieli nuovi e una terra nuova nei quali abita la giustizia”, come ci dice la Parola di Dio in questa seconda domenica di Avvento (2Pt 3,13).

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Passando in oratorio, questa mattina, ho visto il presepe che i ragazzi stanno realizzando. e c’era un cartello che mi ha incuriosito. “IN ALLESTIMENTO“. E mi ha fatto pensare.

“In allestimento” non è tanto il presepe con le statuine, la capanna, il muschio… “In allestimento” lo devo essere io, tu, la tua famiglia, l’intera nostra comunità: questo nostro tempo di Avvento rischia di correre via veloce, ma noi vogliamo trovarci pronti all’incontro gioioso con il Signore!

“In allestimento” deve essere il mio cuore e la mia vita perché il Signore viene.

Con gioia attendiamolo, e scrutiamo il suo venire: arriva e sorprende, oggi come allora, con la sua venuta umile, in una periferia dell’impero, mentre il mondo promuove i suoi censimenti e sondaggi, che pure gravano sul migrare di tanti poveri. Talvolta temo di aver il cuore ingombro di ciò che occupa e preoccupa ma che diventa come una barriera, come uno schermo, come un muro che mi impedisce di vedere e accorgermi del Signore che mi viene incontro, che mi viene a cercare. In modalità semplici, nell’umanità ferita, dentro la notte che spesso incombe.

“In allestimento” deve essere l’Avvento delle nostre famiglie. Non può prevalere l’ansia del pranzo, e dei regali e del cenone dell’ultimo dell’anno… fino a non cogliere che questo è il tempo giusto, il tempo dell’incontro con il Signore. Troviamoci attorno al presepio. Torniamo a pregare insieme! Alimentiamo il desiderio di avere il cuore rappacificato, in Dio e tra noi. Chiediamo al Signore di saperlo riconoscere nel suo venire ancora, povero tra i poveri, come il bambinello tra i pastori.

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“In allestimento” deve essere l’Avvento della nostra comunità. Perché l’incontro con il Signore non è affare solo di individui isolati, di sentimenti intimi, di esperienze momentanee. Insieme siamo chiamati ad accogliere il Signore che viene. Insieme siamo convocati ad adorarlo. Insieme dobbiamo preparare i nostri doni… a Lui che povero tra i poveri ha ancora freddo, fame, sete. Si tratta non della poesia di un giorno, ma della bellezza della vita, la vita nuova, quella dei figli di Dio, quella tra fratelli, quella che ci può pure portare nella “collocazione provvisoria” della nostra Croce, ma verso i cieli nuovi e la terra nuova nei quali abita la giustizia, la pace, e l’amore. “Affrettiamo” la venuta del Signore! ” Secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia. Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia” (1Pt 3,13-14).

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